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Parma. “Macchia: la corruzione sistemica sfugge alle norme della legge”

Roma, 5 ottobre 2018

Accanto all’azione repressiva, la corruzione si combatte solo togliendole terreno fertile 

 

“Questa corruzione è sistemica”

“Il tristissimo episodio fatto registrare a Parma con l’operazione dei NAS ‘Conquibus’ è l’ennesima prova di quanto la corruzione in sanità sia ancora sistemica e sfugga alle norme di una legge o alle regole scritte in un codice di comportamento – punta il dito il presidente di ISPE Sanità Francesco Macchia - La corruzione si conferma un atteggiamento culturale che spesso emerge in personalità fortemente narcisistiche e una disfunzione organizzativa fondata sull’affermazione illegale di un reciproco vantaggio. Se questi sono i “luminari” della Medicina – prosegue Macchia – a questo punto trova giustificazione il rinnovamento della classe medica paventato di recente. Anche se non basta riaprire il numero chiuso a Medicina. E’ indispensabile riscrivere i processi di ammissione e selezione su basi di competenza, merito, trasparenza e soprattutto etica nelle organizzazioni sanitarie. E’ uno dei punti nodali pubblicati nelle 10 proposte per un’anticorruzione possibile in sanità presentate da ISPE Sanità e @Spazioetico a giugno di quest’anno”.

 

Come hanno spiegato i NAS in una nota, l’attività criminosa veniva svolta con la complicità di altri professori ed amministrativi universitari, medici, rappresentanti di aziende farmaceutiche. “Il problema è 'il luminare'. Un’organizzazione pubblica ha interesse ad acquisire un professionista di alto livello perché dà prestigio e attrae utenza – sottolinea Massimo di Rienzo, fondatore di @Spazioetico -. Questo è legittimo, ed il luminare spesso è persona davvero brava e di specchiata onestà. Ma, proprio perché giunto a quei livelli, egli ha fortissimi collegamenti di interessi con le case farmaceutiche, agenzie di formazione e di congressi, etc. Purtroppo, a volte le organizzazioni pubbliche, per attrarre il luminare e mantenerlo all'interno si mostrano indulgenti verso tali collegamenti, lasciandogli erroneamente la gestione dei conflitti di interessi che si innescano. Con le conseguenze che si sono viste a Parma”.

 

Infine, una considerazione di rilievo proviene da chi opera e dirige le aziende sanitarie e ospedaliere pubbliche, il dott. Carlo Milli, direttore amministrativo presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana e membro del direttivo di ISPE Sanità: “L’esperienza quotidiana e sul campo suggerisce che insieme ad una forte azione repressiva, la corruzione si combatte solo togliendole terreno fertile. Le aziende del Servizio Sanitario Nazionale SSN devono dotarsi di procedure chiare e di efficaci sistemi di controllo nei rapporti con le terze parti, che siano sponsor, fornitori o altro. Le aziende sanitarie devono avere un ruolo centrale nella gestione di questi rapporti evitando che si sviluppino legami diretti tra i professionisti e le aziende fornitrici, e che questi vadano oltre il normale e corretto rapporto tra utilizzatori e fornitori”.

 

Ufficio Stampa Ispe

 

 

 

Le cinque parole chiave dell' anticorruzione sostenibile

Roma, 6 giugno 2018 – Integrità, Governance, Merito, Competenza, Rete: le cinque parole chiave dell'anticorruzione sostenibile

L'Anticorruzione possibile è stato il tema al centro del dibattito politico sanitario che ha visto i principali esponenti del mondo laico e Istituzionale confrontarsi sulla sostenibilità del nostro servizio sanitario e sul ruolo dell'etica per migliorare l'efficacia del SSN. "L'etica e l'arte della manutenzione del SSN. L'Anticorruzione possibile: entriamo nel merito" è il titolo dell'incontro promosso da Ispe-Sanità che si è svolto presso la Sala del Consiglio della Camera di Commercio di Roma, con il patrocinio ufficiale di FnomCeO e di FederSanità ANCI e la presenza, tra gli altri, dell'Assessore alla Sanità di Regione Lazio Alessio D'amato, del Senatore Laura Stabile, del Senatore Pierpaolo Sileri, del Senatore Giovanni Endrizzi, del Senatore Maria Domenica Castellone e del Generale della Guardia di Finanza e Comandante del Nucleo Speciale Anticorruzione Gaetano Scazzeri.

"Il tema della corruzione e della prevenzione dell'illegalità nel settore sanitario è centrale nella nostra azione di governo – dichiara Alessio D'Amato, assessore alla Sanità e all'Integrazione socio sanitaria Regione Lazio -  Il Lazio infatti è la prima Regione in Italia ad aderire all'accordo tra il Ministero della Salute, ANAC e AGENAS, per un modello di controllo per contrastare la corruzione e gestire i rischi che spesso sono collegati all'amministrazione delle Aziende sanitarie. Dopo il Protocollo di Vigilanza collaborativa firmato con l'Anac nel 2016 sempre in ambito sanitario, questa adesione rappresenta una novità assoluta: introduciamo infatti una 'dichiarazione pubblica di interessi' rivolta ai professionisti dell'area sanitaria e amministrativa quale ulteriore strumento per prevenire e contrastare fenomeni di corruzione anche a tutela degli stessi professionisti. Sin dal nostro insediamento sono stati due gli assi portanti dell'azione amministrativa: trasparenza e legalità".

Attraverso questa giornata, ISPE-Sanità ha voluto portare avanti un approccio consapevole al problema della corruzione in sanità nei suoi diversi aspetti: etico, organizzativo ed economico, per promuovere il ruolo attivo della governance pubblica nell'indirizzo e nel coordinamento delle politiche di prevenzione della corruzione in ambito sanitario.

"Un'altra Anticorruzione è possibile, e necessaria - specie in sanità -  a fianco delle autorità inquirenti e della Magistratura. È il momento di stimolare insieme quell'approccio culturale verso una gestione integra e trasparente dei servizi sanitari al cittadino, e la presentazione dei Livelli Essenziali Anticorruzione rappresenta una proposta concreta in tal senso"- ha dichiarato Francesco Macchia, Presidente Ispe-Sanità.

In occasione dell'incontro, l'Istituto ha presentato i Livelli Essenziali Anticorruzione – LEA, ovvero dieci proposte di standard minimi declinati in azioni concrete - raccolti in un Decalogo (disponibile a questo link: http://www.ispe-sanita.it/1/upload/decalogo.pdf) - che devono essere assicurati dalle strutture sanitarie per poter creare le condizioni in grado di garantire il raggiungimento di un determinato obiettivo anticorruzione.

Integrità, Governance, Merito, Competenza, Rete sono le cinque direttive seguite per la stesura del documento dagli autori del Decalogo: Massimo Di Rienzo e Andrea Ferrarini di @Spazioetico; Marco Magheri, esponente Ispe-Sanità; Marcello Faviere, responsabile Prevenzione Corruzione ESTAR Toscana e Giacomo Galletti, ricercatore Agenzia Regionale Sanitaria ARS Toscana.

Integrità. Di Rienzo (ISPE): "Integrità è un chiaro obiettivo di mandato nella nomina degli RPTC"

Integrità significa aderire in modo saldo e consapevole ad uno stretto codice etico o morale: "Il raggiungimento di elevati standard di integrità in sanità – ha dichiarato Massimo di Rienzo, responsabile formazione di ISPE Sanità e tra i principali autori del Decalogo - dovrebbe essere un chiaro obiettivo di mandato che i governi regionali assegnano ai Direttori Generali nella nomina dei Responsabili della prevenzione della corruzione e trasparenza (RPCT)."

Governance. Frittelli (Federsanità ANCI): "L'inappropriatezza è sintomo principale di tensione etica del Ssn"

Particolare rilievo alla Governance sanitaria e all'appropriatezza delle cure è stato dato da Tiziana Frittelli, Presidente Federsanità ANCI che afferma: "L'inappropriatezza costituisce uno dei massimi sintomi di mancanza di positiva tensione etica del Servizio sanitario nazionale, perché irrispettosa verso il paziente e verso la necessità di non dissipare risorse limitate. Un perimetro che la governance delle aziende sanitarie deve presidiare per preservare l'eticità del sistema è il rispetto dei valori traguardo posti dal Patto della salute 2014-2016 e monitorati dal Programma Nazionale Esiti, sia con riferimento ai volumi minimi che agli outcomes clinici."

Merito. Tarsitano (SIGM): "Coltivare nei giovani medici e nei futuri professionisti della sanità il seme dell'etica in sanità"

Il Merito è uno degli aspetti fondamentali della nuova cultura anticorruzione, un diritto che viene proclamato a gran voce dai giovani medici: "E' arrivato il momento di acclamare che i valori del merito, cosi come i criteri di selezione per competenza e integrità e i meccanismi di controllo di gestione vanno ripensati, dando un messaggio coordinato alle Regioni e alle Istituzioni ai fini di coltivare nei giovani medici e nei futuri professionisti della sanità il seme dell'etica in sanità." ha dichiarato Maria Grazia Tarsitano, referente Segretariato italiano giovani medici (SIGM).

 

Competenza. Faviere (ESTAR Toscana): "Arricchire le competenze degli RPCT per fronteggiare corruzione"

Sul quarto punto, la Competenza si pronuncia Marcello Faviere, responsabile Prevenzione Corruzione ESTAR Toscana: "Un punto fondamentale che le strutture sanitarie devono poter garantire è la competenza degli RPCT i quali nell'adempimento dei piani di prevenzione alla corruzione si trovano a gestire le situazioni più varie che vanno dall'aspetto legale, all'aspetto contabile a quello delle risorse umane."

Rete. Galletti (ARS Toscana): "E' essenziale mettere in rete gli RPCT delle diverse regioni".

Giacomo Galletti ricercatore Agenzia Regionale Sanitaria ARS Toscana, racconta come fare Rete in sanità: "Strutturare una rete tra RPCT significa creare opportunità di confronto con i responsabili di altre aziende. Tale strategia, da una parte finisce per valorizzare il lavoro della singola persona, dall'altra crea un valore aggiunto a livello regionale attraverso la promozione e condivisione delle buone pratiche che rendono i processi condivisi più efficaci ed efficienti."

L'Anticorruzione possibile: entriamo nel merito

Roma, 6 giugno 2018 – Nel corso dell'incontro "L'etica e l'arte della manutenzione del SSN. L'Anticorruzione possibile: entriamo nel merito", che si è svolto presso la Sala del Consiglio della Camera di Commercio di Roma, Ispe-Sanità ha presentato i Livelli Essenziali Anticorruzione – LEA, ovvero dieci proposte di standard minimi - raccolti in un Decalogo - che devono essere assicurati dalle strutture sanitarie per poter creare le condizioni in grado di garantire il raggiungimento di un determinato obiettivo anticorruzione.

L'incontro è stato promosso dall'Istituto per la promozione dell'etica in Sanità con il patrocinio ufficiale di FnomCeO e di FederSanità ANCI e la presenza, tra gli altri, degli Assessori alla Sanità di Regione Lazio Alessio D'Amato.

"A 5 anni dalla Legge 190, abbiamo assistito ad un impegno straordinario della PA italiana nella prevenzione di corruzione e illegalità – ha dichiarato Francesco Macchia, Presidente Ispe-Sanità -  Se si vuole che questa spinta non si trasformi in meri adempimenti burocratici con la conseguenza di disinnescare l'efficacia di quelle stesse indicazioni, si deve promuovere un approccio di sistema che punti ad un significativo "cambio di passo" culturale, coinvolgendo tutte le forze che ne marcano l'urgenza, dalla stessa A.N.A.C. alle Regioni, fino alle organizzazioni federative sul territorio e ai medici che stanno sul campo a fianco dei cittadini." ha concluso Macchia.

Dalla gestione del conflitto di interessi all'attuazione del whistleblowing, il movimento propulsore del documento, realizzato in collaborazione con @Spazioetico, è il superamento dell'idea che l'anticorruzione sia percepita come un sistema ispettivo da subire o un orpello amministrativo e l'acquisizione della consapevolezza che un'altra anticorruzione è possibile. Tra i punti fondamentali del Decalogo, troviamo l'implementazione di reti di responsabili per la prevenzione della corruzione e trasparenza (RPCT) alla costruzione di un unico ufficio controlli coordinato; dalla valorizzazione della trasparenza e della reputazione all'istituzione di un ufficio comunicazione permanente fino alla costruzione di una leadership etica.

L'impegno dei promotori è stato quello di rendere intellegibili, a legislazione vigente senza costi aggiuntivi e per ogni Regione, dieci Livelli Essenziali Anticorruzione affinché si avviino ovunque quei processi culturali e organizzativi che sostengano la direzione generale sanitaria a prendere decisioni strategiche ed operative nella prevenzione del rischio corruttivo, iscrivendola tra i mandati politici.

Il Decalogo nasce dell'esperienza quadriennale di formazione etica a dirigenti e operatori di ASL e AO, condotta sul campo da ISPE Sanità e @Spazioetico. Alla stesura del documento, coordinato da Fabio Fantoni, Segretario Ispe-Sanità, hanno partecipato Massimo Di Rienzo e Andrea Ferrarini di @Spazioetico; Marco Magheri, direttivo di Ispe-Sanità; Marcello Faviere responsabile Prevenzione Corruzione ESTAR Toscana e Giacomo Galletti ricercatore Agenzia Regionale Sanitaria ARS Toscana.

Ancora corruzione. A Milano.

 Roma, 10 aprile 2018 – Ancora corruzione. A Milano, dove un giro di tangenti in sanità ha portato ai domiciliari quattro primari di Ortopedia, due dell'ospedale Galeazzi e due del Gaetano Pini, e il direttore sanitario del Pini. E’ finito in carcere anche un imprenditore di alcune società di commercio all’ingrosso di articoli medicali e ortopedici.


“Non smetteremo mai di sottolineare l’impegno degli inquirenti, cui va riconosciuto di aver condotto un’inchiesta che già portò in carcere, lo scorso anno, Norberto Confalonieri, l’ex primario del Cto-Gaetano Pini - ha dichiarato Francesco Macchia, Presidente di Ispe-Sanità – Bisogna però prendere atto che, in sanità, i conflitti d’interesse esistono e sono costantemente presenti. All’azione a valle della magistratura contro il fenomeno ormai sistemico della corruzione in sanità, vanno quindi affiancate a monte forti azioni di sensibilizzazione per formare dirigenti medici e professionisti a gestire, accettare e risolvere i bias cognitivi che ne impediscono il riconoscimento e governare questi conflitti che, ripeto, sono inevitabili”.   

“Il proseguire dei fenomeni corruttivi in questi anni – continua Macchia – ci impone di pensare che, all’enorme sforzo fatto attraverso l’attuazione della Legge 190/12, debba essere affiancata un’altra anticorruzione su base valoriale e culturale la quale, attraverso un’alleanza con le Regioni, i medici e le forze sane della sanità, porti all’attenzione e faccia finalmente applicare e rispettare criteri di merito nella selezione del personale, nel pubblico come nel privato per eliminare questi episodi alla radice.”

Per dare concretezza all’impegno, il 6 giugno prossimo a Roma Ispe-Sanità terrà un incontro dal titolo “L’etica nell’arte della manutenzione della sanità. L’anticorruzione possibile: entriamo nel merito”, un momento per acclamare che i valori del merito, cosi come i criteri di nomina e i meccanismi di controllo di gestione vanno ripensati, dando un messaggio coordinato alle Regioni ai fini di coltivare nei giovani medici e nei futuri professionisti della sanità il seme dell’etica in sanità.

Accordo tra Regione Emilia Romagna e sindacati

Roma, 09 gennaio 2018 - Accordo tra Regione Emilia Romagna e sindacati

“L’accordo tra Regione Emilia Romagna e sindacati sulla legalità rappresenta un punto di svolta nella lotta alla corruzione poiché per la prima volta, nel solco tracciato da ISPE-Sanità (www.ispe-sanità.it) nel suo ‘Libro Bianco sulla corruption in Sanità’, si rinuncia finalmente ad un approccio verticistico e si stabilisce una connessione partecipativa e dal basso delle forze sociali con le Istituzioni sul territorio, verso il valore comune dell’integrità” - ha dichiarato Francesco Macchia, Presidente ISPE- Sanità relativamente alla notizia dell’accordo Regione-sindacati emesso dalla Giunta regionale Emilia Romagna sulla legalità in sanità.

Più in dettaglio, in materia d’appalti, la novità voluta dal presidente della Regione Stefano Bonaccini e dall’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi è rappresentata dalla decisione di adottare come criterio selettivo per l'aggiudicazione degli appalti l'offerta economicamente più vantaggiosa e non quella al massimo ribasso, tenendo conto del decreto legislativo 50 del 2016. “Questo consente di valorizzare i criteri di qualità e di programmazione più adatti al fabbisogno delle aziende sanitarie aiutando a individuare ed escludere i fornitori senza scrupoli ai limiti della legalità che hanno depredato il sistema sanitario italiano” conclude Macchia “L’auspicio è che le altre regioni possano seguire al più presto il modello dell’Emilia-Romagna. Questo a partire da Lazio e Lombardia che saranno a breve chiamate al rinnovo degli organi regionali e dai cui candidati ci aspettiamo in campagna elettorale un impegno esplicito in tal senso”.